LE TERME DI SORANO, UN PATRIMONIO SCOPERTO PER CASO

LE TERME DI SORANO, UN PATRIMONIO SCOPERTO PER CASO
Sorgente

Terme di Sorano a partire da oggi inizia una nuova avventura, attraverso un blog interamente pensato per raccontare la sua storia, i suoi servizi e tutto ciò che riguarda il termalismo. Se infatti oggi sappiamo già abbastanza sui benefici delle varie fonti termali per la pelle, le vie respiratorie e molte altre patologie (argomento che approfondiremo in seguito), un po’ meno conosciamo sulle loro origini. Se c’è un aspetto che accomuna un po’ tutte le diverse sorgenti termali, ovvero che sono intimamente legate al calore della Terra e a quell’energia che emette verso la superficie, ci sono diversità tra loro che è bene tener presente e che nel caso delle Terme di Sorano hanno risvolti curiosi. Il primo da sottolineare è che la sorgente di Sorano è situata a valle dell’unica collina in travertino presente sul territorio, non a caso su quest’area, conosciuta come terra del tufo, sono ben note le sorgenti sulfuree come quella di Saturnia. A Sorano invece, data la presenza di travertino, pietra composta da depositi di calcio, non si trova una sorgente sulfurea, bensì una composta da acqua termale del tipo bicarbonato-magnesiocalcica ricca di minerali. Oltre a questa prima differenziazione, c’è però un aspetto ancora più curioso che è doveroso raccontare sulla riscoperta di questa sorgente antichissima che ha portato alla nascita del complesso tremale di Sorano.

Terme di Sorano

Sembrerà strano ma il protagonista di questo racconto è un cane, Diesel che grazie al suo infallibile fiuto ha permesso di riportare alla luce un patrimonio dimenticato per mezzo secolo, ma esistente da migliaia di anni. Siamo sullo scadere del 2000 nel mese di dicembre, quando Luciano, appassionato tartufaio si trovava con il figlio ed il suo fedele compagno Diesel (un meticcio) a fare un sopralluogo nei pressi di Buonconvento (SI), dove già altre volte la ricerca aveva dato i suoi frutti. Peccato che in loco si trovavano contadini che svolgendo il loro lavoro tra i vigneti, nei pressi del luogo da lui scelto per la ricerca, rendevano difficile il lavoro del cane tanto da ripiegare in altra postazione. Così la scelta ricadde su un terreno, presumibilmente vocato alla nascita del tartufo, nel fondovalle di una collina vicino a Sorano che già da tempo aveva attratto l’attenzione di Luciano per un campanile che emergeva dalla vegetazione. Una terra difficile per la ricerca, come ricorda Luciano, dove la vegetazione sempre più fitta obbligava a procedere anche a carponi per lunghi tratti seguendo il naso del proprio fido quadrupede. Filtrando nella fitta boscaglia, Luciano raggiunge un punto nel fondovalle dove Diesel inizia a scavare con una certa insistenza, in prossimità di una grossa pietra, così il tartufaio incuriosito corre in aiuto per vedere cosa nascondesse in terreno. Ed è qui che scansata la pietra, trova un tartufo nero (norcino) un po’ marcio, una volta raccolto e premiato il cane per il ritrovamento, Luciano si accorge che in un punto preciso la terra si scioglie ed esce un filo d’acqua. Dopo qualche minuto quell’acqua inizia ad evaporare, così Luciano insospettito, capisce che è acqua calda e ne preleva un piccolo campione, servendosi di una bottiglia che incautamente si trovava in loco. A questo punto Luciano, memore dei racconti su delle vasche di acqua calda che si trovavano in passato nei pressi di Sorano, decide di portare quel campione da un amico chimico che lavorava in un Istituto analisi. I risultati dettero la certezza che quella trovata fosse acqua termale, tra l’altro ricca di minerali, tanto da incuriosire l’amico che consigliò di rivolgersi all’Università di Pisa, dal Professor Agostini, grande esperto di acque termali che confermò il valore di quell’acqua, stupendolo fortemente per l’area geografica in cui era stata prelevata, la Maremma. Non a caso in Maremma tutte le sorgenti termali fino ad allora conosciute possedevano zolfo, mentre questa no, quindi apriva la strada ad una storia diversa. Una storia antica anzi antichissima, che parte migliaia di anni fa, come testimoniano i carotaggi fatti dalla proprietà per stabilire l’origine dei depositi sul travertino, passando per Etruschi e Romani che qui si ristoravano. Sappiamo che in quel fondovalle fu realizzata una Pieve dagli Aldobrandeschi (famiglia comitale che possedeva queste terre) e che Papa Gregorio VII faceva il bagno nelle acque adiacenti. La Pieve rimase operativa fino alla metà del secolo scorso, quando la Diocesi di Pitigliano decise di chiuderla e con sé l’epopea delle vasche termali che nel giro di pochi anni furono abbandonate fino ad essere risucchiate dalla vegetazione. Oggi tanto la Pieve quanto la sorgente termale sono tornate a splendere grazie ai lavori di ristrutturazione che hanno portato alla nascita di Terme di Sorano, aperte ufficialmente nel 2006 e oggi realtà consolidata.