Storia

Un ritrovamento casuale

Terme di Sorano è una realtà recente, ma con un cuore antico, anzi antichissimo. Si sa che in questo luogo sgorga acqua termale da tempo immemore, lo testimoniano i carotaggi eseguiti in loco dalla proprietà in collaborazione di un affermato studio geologico, che hanno certificato alcune decine di migliaia di anni di depositi sul travertino rinvenuto ad appena due metri di profondità. Va infatti chiarito un aspetto assai curioso sulla conformazione del terreno di questa area, conosciuta per le caratteristiche città del tufo come Sorano, Pitigliano e Sovana, mentre la collina che sovrasta la sorgente è l’unica della zona composta da una pietra diversa, il travertino, frutto di depositi di calcio che proprio grazie al carotaggio hanno permesso di far risalire l’esistenza della sorgente termale a migliaia di anni fa. Sicuramente conosciuta da Etruschi e Romani, la sorgente intorno all’anno Mille era largamente sfruttata, lo testimonia la Pieve che qui sorse per mano degli Aldobrandeschi, famiglia comitale che possedeva queste terre e che in queste acque ha trovato ristoro più volte. Già Papa Gregorio VII a cavallo dell’anno Mille veniva in queste acque a fare il bagno. La Pieve rimase operativa fino alla metà del secolo scorso, quando la Diocesi di Pitigliano decise di chiuderla e con sé l’epopea delle vasche termali che nel giro di pochi anni furono abbandonate fino ad essere risucchiate dalla vegetazione. A strappare dall’abbandono tanto l’antica Pieve quanto le antichissime vasche, la cui sorgente nel tempo si era persa presumibilmente a seguito di estrazione di pietre di travertino dalla collina (anni ’60 anche con esplosioni) che hanno portato alla distruzione di quella sorgente, c’è un evento casuale.  A dicembre del 2000 infatti, il Signor Calvani appassionato tartufaio con il suo fedele compagno Diesel, un meticcio (lagotto/setter irlandese) dal fiuto eccezionale, si trovavano in quel luogo in cerca di tartufi quando l’attenzione del cane si fissa su un punto del terreno nel fondovalle dove non a caso si trovava un tartufo, un norcino. La ricerca non fu facile perché si trovava sotto una grossa pietra che, con non poche difficoltà, riuscì a spostare fino a far emergere il tartufo. La sorpresa però non fu tanto nel ritrovamento del tartufo, quanto nel notare una vena d’acqua che fuoriusciva dal terreno e dopo poco evaporava. Era sicuramente acqua calda. Interessato all’accaduto, il Signor Calvani preleva un po’ di quell’acqua calda utilizzando una bottiglia vuota trovata in loco che, una volta fatta analizzare da un amico chimico che lavorava in un centro analisi, si è scoperto essere acqua termale ricca di minerali. Da questo momento in poi, riparte la vita termale di questo luogo con la Pieve al centro dell’attuale complesso che fu restaurata e che oggi è un centro termale all’avanguardia e apprezzato da tutti i clienti che in questi 16 anni l’hanno conosciuta. L’apertura ufficiale è avvenuta infatti nel 2006, a seguito di molti lavori di ristrutturazione che hanno permesso di riportare in vita non solo le antiche vasche, ma anche la vecchia Pieve con un intervento fedele alla struttura preesistente. Un logo magico, ricco di storia e di culti pagani dell’acqua, dove il minimo comune denominatore è sempre stato il benessere del corpo e della mente.